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Bonus 80 euro, a chi spetta l’aumento in busta paga

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Bonus 80 euro, a chi spetta l’aumento in busta paga
giugno 06
10:07 2014

Tutte le informazioni utili per capire le ultime disposizioni del governo Renzi sul bonus da 80 euro promesso nelle buste paga degli italiani.

Ultime novità sul bonus in busta paga introdotto da Renzi

Secondo gli ultimi confronti dell’esecutivo sul decreto 66 del 24 aprile scorso, che prevede come misura utile per abbassare la pressione fiscale sul lavoro il credito di massimo 640 euro a favore dei titolari di reddito di lavoro dipendente e di redditi assimilati fino a 26.000 euro, sono compresi nell’agevolazione anche i cassaintegrati, i disoccupati che percepiscono l’Aspi, i lavoratori in malattia, in congedo maternità e in indennità di mobilità. Il credito non costituisce reddito per il lavoratore, e dunque non è soggetto a tassazione né incide sull’Irap dovuta dai datori di lavoro.

Come si ottiene il bonus da 80 euro

Il credito, valido al momento solo per quest’anno e riconosciuto automaticamente dai datori di lavoro senza che ci sia bisogno di una richiesta esplicita da parte dei lavoratori, viene inserito dai sostituti d’imposta sulle buste paga erogate da maggio a dicembre 2014. L’agevolazione è pari a 640 euro se il reddito complessivo non supera i 24.000 euro, e diminuisce fino ad azzerarsi quando si raggiunge una retribuzione di 26.000 euro.

A chi spettano gli 80 euro in busta paga

[block] 80 euro in busta paga a chi spettano [/block][block]

Beneficiari del credito sono i contribuenti che percepiscono redditi di lavoro dipendente (ma non da pensione), redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (è il caso di lavoratori soci delle cooperative, di chi percepisce somme a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale, o ancora di redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e compensi per lavori socialmente utili). Sono esclusi dal beneficio gli incapienti, i pensionati, e i possessori di partita iva.

 

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I requisiti per maturare il diritto al credito

Oltre alla presenza delle suddette tipologie di reddito, il credito in busta paga si riceve se il lavoratore percepisce un reddito complessivo 2014 non superiore a 26.000 euro al netto del reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze. Altro requisito fondamentale per ricevere il bonus di 80 euro è dato dal fatto che i soggetti titolari dei redditi idonei devono avere un’imposta lorda di importo maggiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti.
A determinare il credito sono i dati reddituali noti ai sostituti d’imposta, in funzione del periodo di lavoro nell’anno, e cioè i giorni lavorati in relazione alla durata del rapporto di lavoro, compresi i dati relativi a redditi scaturenti da altri rapporti di lavoro intercorsi nel 2014.

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Quali datori di lavoro pagano gli 80 euro in busta paga

I datori di lavoro interessati dal credito sono enti, società ed associazioni, persone fisiche che esercitano imprese commerciali, arti e professioni, imprese agricole, curatori fallimentari, commissari liquidatori, condomini, amministrazioni statali (comprese quelle con ordinamento autonomo), e amministrazioni della camera, del senato, della corte costituzionale, della presidenza della repubblica e degli organi legislativi delle regioni a statuto speciale.

Gli adempimenti dei datori di lavoro verso l’attribuzione del credito

Tutte le tipologie di datori di lavoro coinvolte devono riconoscere il credito, in aggiunta alle retribuzioni erogate e rapportandolo al periodo di paga, ripartendolo in parti uguali da maggio a dicembre 2014. Il datore di lavoro indicherà poi l’importo del credito riconosciuto nel cud e gli importi non versati per effetto dell’attribuzione del credito nel modello 770.


Cosa devono fare i lavoratori nei confronti del credito di 80 euro in busta paga

I lavoratori che maturano il diritto al credito, se remunerati da un soggetto che non è un sostituto d’imposta, possono chiedere il credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2014, e utilizzarlo poi in compensazione o richiederlo a rimborso. Tale possibilità è valida anche per i lavoratori a cui i sostituti d’imposta non hanno riconosciuto il credito, ad esempio perché il rapporto di lavoro era cessato prima del mese di maggio.

Simona Di Michele

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Simona Di Michele

Simona Di Michele

Articolista esperta di web marketing, Simona ha collaborato per anni per testate cartacee e riviste online, ricoprendo anche ruoli di ufficio stampa per politici, artisti, associazioni culturali. La sua mission: continuare a scrivere per fare informazione sul web.

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