Cedolare Secca Cedolare Secca

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Cedolare Secca

Cedolare Secca

Dalla definizione all’applicabilità, dal costo ai vantaggi. Tutto quello che c’è da sapere sul regime della cedolare secca per i contratti d’affitto ad uso abitativo.

cedolare secca

Cos’è la cedolare secca

E’ una agevolazione, facoltativa ed introdotta nel 2011, relativa alla tassazione del reddito derivante dall’affitto degli immobili per uso abitativo. Tramite la cedolare secca si applica un’aliquota fissa agevolata che sostituisce l’Irpef (con relative addizionali), l’imposta di registro sul contratto di locazione, e l’imposta di bollo pari a 16 euro. In pratica, il proprietario che sceglie la cedolare secca verrà tassato sul canone percepito – e non sul reddito –, e l’affittuario vedrà ridursi i costi del canone mensile da pagare.

E’ obbligatorio che i proprietari degli immobili affittati ad uso abitativo decisi ad utilizzare la cedolare secca ne diano preventiva comunicazione all’inquilino con lettera raccomandata.

Chi può usufruire della cedolare secca 2014

Ad usufruire del regime cedolare secca 2014 possono essere solo le persone fisiche aventi diritto di proprietà o altro diritto reale di godimento su immobili affittati ad uso, usufrutto o abitazione. Esclusi dall’agevolazione sono le società e gli enti non commerciali.
Gli immobili che possono aderire al regime cedolare secca sugli affitti sono le unità abitative locate per uso abitativo registrate nelle categorie catastali da A1 ad A11, eccetto l’A10 (relativa ad uffici o studi privati). Incluse nel regime, anche le relative pertinenze (box, garage, ecc.), solo se affittate con l’abitazione.

Come si calcola la cedolare secca

Il calcolo della cedolare secca 2014 sui contratti di locazione e affitto si basa sul canone annuo di locazione e affitto, su un’imposta fissa che sostituisce l’Irpef (e relative addizionali), sull’imposta di registro e sull’imposta di bollo dovute sul contratto.

Nello specifico, per i contratti d’affitto a canone libero la cedolare secca è pari al 21% del canone annuo, mentre per quelli a canone concordato si arriva al 15%. L’aliquota della cedolare secca, per i quattro anni dal 2014 al 2017, con il piano casa del governo Renzi dovrebbe ridursi fino al 10% per gli immobili non affittati e/o dati in locazione da cooperative ed onlus per subaffitti a studenti che rinunciano all’aggiornamento di locazione.

Permane l’obbligo di pagare l’imposta di registro in caso di cessione del contratto.

Come si paga la cedolare secca

L’imposta della cedolare secca va versata entro la stessa data di scadenza relativa al versamento dell’Irpef. Si può effettuare attraverso il modello unificato di pagamento dell’agenzia delle entrate F24.

I codici tributo relativi al pagamento della cedolare secca sono i seguenti:

1.   1840, per l’acconto prima rata

2.   1841, per l’acconto seconda rata o unica soluzione

3.   1842, per il saldo

Quando scade il pagamento della cedolare secca 2014

Il primo acconto 2014 dell’imposta sostitutiva cedolare secca affitti va versata:

1.   entro il 30 novembre, se in unica soluzione e per importo inferiore a 257.52 euro

2.   se in due rate e per importo superiore a 257.52 euro, entro il 16 giugno (prima rata d’acconto, pari al 40%); entro il 30 novembre (seconda rata, pari al 60%).

Nel primo anno di utilizzo della cedolare secca, l’acconto non è dovuto ma l’immobile rimane assoggettato all’Irpef. Questo perché per il primo anno manca la base imponibile di riferimento, ovvero l’imposta sostitutiva dovuta per il periodo precedente. L’acconto non è dovuto nemmeno quando il primo anno di applicazione coincide col primo anno di possesso dell’immobile.

La cedolare secca si può revocare?

L’agevolazione, una volta scelta dal proprietario, è obbligatoriamente estesa all’intera durata del contratto, o della sua proroga. E’ comunque possibile revocare il regime di cedolare secca 2014 in ogni annualità del contratto successiva a quella in cui è stata messa in atto l’agevolazione. La revoca va effettuata entro la scadenza di pagamento dell’imposta di registro relativa all’annualità di riferimento, e comporta il versamento della stessa imposta.

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