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Guida utile allo spesometro: cos’è, chi deve presentarlo, entro quando va comunicato.

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Cos’è lo spesometro

Per spesometro si intende la comunicazione telematica di tutte le spese superiori ai 3.600 euro che hanno rilevanza ai fini Iva, siano esse esenti, imponibili o non imponibili. A dover essere comunicate sono anche le attività di leasing finanziario e operativo, e quelle relative all’affitto e al noleggio di veicoli.

La comunicazione, misura utile per verificare la congruità con i redditi dichiarati, va effettuata da tutti i soggetti passivi d’Iva, eccetto i contribuenti minimi, lo stato, le regioni, le province, e i comuni.

Chi deve obbligatoriamente presentare lo spesometro

Molte le categorie che hanno l’obbligo di comunicare le spese superiori alla soglia dei 3.600 euro tramite lo strumento dello spesometro. Oltre alle società di capitali e di persone, sono incluse nel provvedimento quelle in regime di contabilità semplificata, gli enti non commerciali, chi esercita autonomamente arti o professioni, i curatori fallimentari ed i commissari liquidatori che operano per conto della società fallita, e ancora i soggetti che usufruiscono del regime fiscale agevolato per nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, e gli operatori finanziari che emettono carte di credito, di debito, o prepagate.

Quali sono le operazioni interessate dallo spesometro

Si passa dalle operazioni imponibili e non ai servizi internazionali, fino a comprendere tutte le operazioni rilevanti per l’Iva e per le quali è stata emessa fattura. Rientrano nello spesometro anche le operazioni legate al turismo che vanno dai 1.000 ai 15.000 euro ed i cui acquisti sono stati registrati da operatori residenti a San Marino, oltre alle attività effettuate nei paesi presenti nella cosiddetta black list.

Fuori dallo spesometro rimangono le importazioni e le esportazioni soggette ad obbligo di emissione della bolletta doganale, e le operazioni finanziarie effettuate sia tra operatori finanziari con scopi di regolamento contabile che tra assicurazioni.

Come si comunica lo spesometro

Il contribuente, per inviare lo spesometro, può scegliere tra la forma analitica (con cui vanno presentate tutte le fatture emesse o ricevute incluse di note di variazione, data e numero d’emissione e registrazione) e quella aggregata (con la quale il soggetto indica il numero delle operazioni cumulate, l’importo totale fatturato e le note di variazione).

In entrambi i casi, nella compilazione ci si deve attenere al modello indicato nel provvedimento, il quale va inviato telematicamente attraverso la registrazione ai servizi telematici dell’agenzia delle entrate.

Le scadenze 2014 dello spesometro

Lo spesometro di quest’anno, relativo alle operazioni del 2013, va comunicato entro il 10 aprile dai contribuenti mensili, ed entro il 22 aprile da tutti gli altri. Il 30 aprile è invece il termine ultimo per la comunicazione da parte di banche ed operatori finanziari.

Che sanzioni sono previste per il mancato invio dello spesometro

Se non si comunica, o si rilascia in maniera incompleta o non veritiera, lo spesometro fa incappare i trasgressori in una sanzione amministrativa che va da un minimo di € 258 ad un massimo di € 2.065.

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