IMU, si pagherà anche la prima rata?

Potremmo trovarci in una situazione davvero poco piacevole. Almeno per la nostre tasche. Tanti sono gli scenari possibili ed entro breve avremo le risposte che stiamo attendendo da quest’estate. Siamo in crisi. O meglio il nostro governo è in crisi. E ciò potrebbe comportare delle conseguenze poco appetibili. Ieri alle 13 sarebbe dovuto scadere il termine entro il quale il governo avrebbe dovuto presentare gli emendamenti per il decreto legge Imu, il quale è all’esame alla Camera. Ma a causa delle dimissioni dei ministri del Pdl, il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti riferiti all’Imu sono slittati. Infatti entro le 13:00 di  giovedì prossimo, quindi dopo la fiducia al Governo, dovremmo capire cosa ne sarà del nostro futuro.

Se la legislatura attuale dovesse terminare entro breve e quindi se il governo non ottenesse la fiducia, per l’ennesima volta potremmo trovarci di fronte ad una riscrittura della tassa sulla prima casa. Non è detto, infatti, che a conti fatti e con i possibili cambiamenti (di certo non auspicabili), non ci si possa trovare di fronte ad una retromarcia. Insomma, ci toccherà pagare anche la prima rata?

Francesco Boccia - Presidente della Commissione Bilancio della Camera

Francesco Boccia – Presidente della Commissione Bilancio della Camera

Il Pd, in particolare, ha già sottolineato che in seguito alla rottura con il Pdl, non avrebbe intenzione di approvare il provvedimento sull’Imu così com’è. Non a caso, prendendo in esame ad esempio i “grillini”, potrebbe formarsi in Parlamento una nuova maggioranza che possa addirittura riscrivere il decreto sull’Imu. O almeno questo è il senso delle parole del Presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia:

«Noi il decreto legge lo vareremo a tutti i costi ma se non c’è la service tax il Parlamento è sovrano».

E non è l’unico a favore. Infatti anche il gruppo di Scelta Civica si è mostrato a favore, almeno facendo riferimento alla proposta del  responsabile Politiche Fiscali, Enrico Zanetti :

 «Trasformiamo  l’abrogazione della sola prima rata sull’abitazione principale in un raddoppio delle detrazioni. Così facendo, diamo immediata attuazione all’abrogazione di fatto anche della seconda rata per circa il 70% delle famiglie e garantiamo comunque una minore Imu da 200 a 300 euro al restante 30% che pagherà il saldo entro il 16 dicembre»

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La spiacevole novità della cosiddetta crisi di governo ha visto rimandati anche altri provvedimenti e non solo quello sull’Imu. Ad esempio il decreto legge sulla Pa che scade il 30 ottobre prossimo, ma che era atteso per oggi. Pare che non saranno posticipati, invece, le approvazioni per il decreto cultura e quello sul femminicidio. Di contro, sono state annullate  le audizioni sulla nota di aggiornamento del Def.

Fonte La Stampa, ilSole24Ore