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Imu e Tasi, confermate le regole per l’esenzione degli enti non commerciali

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Imu e Tasi, confermate le regole per l’esenzione degli enti non commerciali
luglio 03
09:00 2014

Approvato il decreto dell’economia che spiega agli enti non commerciali come richiedere l’esenzione Imu e Tasi. La domanda è presentabile fino al 30 settembre.

Scadenza richiesta esenzione Imu e Tasi per gli enti non commerciali

Slitta al 30 settembre il termine entro cui gli enti non commerciali (scuole, sanità, alberghi, enti di ricerca no profit) possono richiedere l’esenzione dal pagamento dell’Imu e della Tasi. E’ quanto si è stabilito, tramite decreto dell’economia, con l’approvazione del modello e delle istruzioni sulle due imposte per gli enti non commerciali.
Il ritardo al via libera del modello permetterà, per il 2014, di presentare la dichiarazione relativa al 2012 e al 2013 entro il 30 settembre, rimandando al 2015 la scadenza del 30 giugno per i modelli relativi all’anno precedente.

Enti non commerciali che possono richiedere l’esenzione Imu e Tasi

Gli enti non commerciali identificati come esenti da Imu e Tasi sono quelli che utilizzano immobili per attività assistenziali, previdenziali e sanitarie, didattiche, di ricerca, ricettive e sportive, che di fatto non distribuiscono utili ma prevedono solo tariffe simboliche. Per evitare il versamento delle imposte immobiliari, in ogni caso, bisogna attenersi a specifiche istruzioni, che variano a seconda della tipologia dell’ente non commerciale.

Esenzione Imu e Tasi per le scuole

Il parametro su cui si fonda l’esenzione Imu e Tasi per le scuole è il costo medio che l’edilizia scolastica ed il trasporto pubblico sostengono per ogni studente. Tale dato, riportato annualmente dall’Ocse e pubblicato sul sito del ministero dell’istruzione, nel 2013 ammontava a 5.275 euro l’anno per gli asili, 6.098 euro per le elementari, 7.018 per le scuole medie, e 7.090 per quelle superiori. Prerequisiti necessari per le scuole che mantengono tali soglie sono quello di essere un istituto paritario che applichi i contratti nazionali degli insegnanti e rispetti il principio di non discriminazione.

Niente Imu né Tasi per enti sanitari

Le attività sanitarie e socio assistenziali sono automaticamente esenti da Imu e Tasi qualora si tratti di strutture convenzionate con la pubblica amministrazione centrale o locale, e a prescindere dagli importi chiesti agli utenti. Fanno eccezione i casi in cui gli ordinamenti non prevedono accreditamenti, e si deve dunque considerare la possibilità dell’esenzione a partire dagli importi delle tariffe.

Quali attività ricettive e ricreative sono esenti da Imu e Tasi

Nel campo ricettivo, le esenzioni Imu e Tasi riguardano tutte le strutture alberghiere ad eccezione di motel, residenze turistiche e d’epoca, bed and breakfast “organizzati in forma imprenditoriale”, beauty farm, alberghi diffusi.
In merito alle attività ricreative (sport e cultura), l’esenzione Imu e Tasi è valida in base alla tariffa simbolica dell’ente non commerciale. Nello specifico, qualora la quota non superi il 50% della media registrata nella stessa zona, non è obbligatorio pagare Imu e Tasi.

Fonti Il Sole 24 Ore

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Simona Di Michele

Simona Di Michele

Articolista esperta di web marketing, Simona ha collaborato per anni per testate cartacee e riviste online, ricoprendo anche ruoli di ufficio stampa per politici, artisti, associazioni culturali. La sua mission: continuare a scrivere per fare informazione sul web.

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