Legge di stabilità, cosa prevede il maxi emendamento approvato dal Senato

[custom_frame_center shadow=”on”] Maxi-emendamento-legge-di-stabilità[/custom_frame_center]

Casa e lavoro, reddito minimo e sussidi, pensioni e pubblico impiego. Sono solo alcuni tra i numerosi temi su cui l’esecutivo, qualche giorno fa, ha incassato il sì del Senato tramite l’approvazione del maxi emendamento alla legge di stabilità. Modifiche che dovranno ora approdare alla camera per il secondo via libera. Ma su cui è già possibile fare un bilancio dettagliato.

Tra le proposte più consistenti che hanno ottenuto la fiducia, l’introduzione dell’imposta unica sugli immobili (Iuc) a sostituzione del Trise, e la deducibilità del 30% di Ires e Irpef sui capannoni per l’Imu pagata nel 2013. Ma anche l’ammissione di sgravi Irpef per i redditi sotto i 35mila euro, e il bonus massimo di circa 230 euro annui tra i 15mila e i 18mila euro. Fino alla concessione di 40 milioni l’anno (per un totale di 120 milioni nel triennio) per il reddito minimo di inserimento, grazie al prelievo che verrà effettuato sulle pensioni oltre i 90mila euro (per il 6%), sopra i 128mila euro (per il 12%), e sopra i 193mila euro (per il 18%). Non ci si è pronunciati sulle questioni relative a spiagge, stadi, e allentamento del blocco dell’indicizzazione sulle pensioni minime. Novità significative hanno riguardato invece le cartelle esattoriali Equitalia, il fondo di garanzia, e la cassa integrazione in deroga.

Le tasse sugli immobili

Il maxi emendamento ha detto sì alla Iuc, l’imposta unica comunale che, oltre a rendere definitivo il cambio di denominazione della precedente tassa (Trise), ingloberà senza ombra di dubbio anche l’Imu (pari a zero sulle prime case non di lusso). A vantaggio di imprese e famiglie, in ambito di tassazione immobiliare, sono poi previsti nuovi sconti fiscali: alle aziende spetterà una deducibilità maggiorata Ires e Irpef per l’Imu 2013 sui capannoni (si passa dal 20 al 30%), mentre per i nuclei familiari i comuni potranno disporre di detrazioni sulla Tasi grazie a 500 milioni aggiuntivi rispetto ai 943 previsti dalla versione originaria del disegno di legge.

[custom_frame_left shadow=”on”] Tagli cuneo fiscale[/custom_frame_left]

Taglio del cuneo fiscale per lavoratori e imprese

Chi percepisce un reddito tra i 15 e i 18mila euro potrà usufruire, grazie alle modifiche approvate al decreto legge di stabilità, di uno sgravio medio di almeno 228 euro annui (ovvero 17.50 euro al mese). L’Inail, da parte sua, potrà rivedere le proprie tariffe nel triennio, mentre via libera è stata data alla rivalutazione degli indennizzi per danno biologico e all’aumento dei massimali di calcolo per le rendite ai superstiti (120 milioni annui a beneficio dei lavoratori). Il sì è arrivato anche per gli sconti Irap sulle assunzioni. Sul versante imprese, inoltre, la riduzione del cuneo (pari a 3.3 miliardi nel triennio) sarà garantita da tagli ai premi e ai contributi obbligatori Inail del 14% il primo anno, del 15.5% nel 2015, e del 17% nel 2016.

Cartelle esattoriali Equitalia

In merito alla questione delle cartelle esattoriali, il Senato pare abbia garantito che le sanzioni si potranno pagare senza gli interessi. I cittadini che riceveranno, attraverso posta ordinaria ed entro il 30 maggio 2014, la comunicazione della loro situazione debitoria da parte degli agenti della riscossione, avranno dunque modo di decidere entro il 30 giugno 2014 di aderire a questa misura compilando apposita domanda e versando almeno metà della somma dovuta. Il restante importo dovrà essere corrisposto entro il 16 settembre 2014.

Banche, assicurazioni, e altri intermediari finanziari

Confermata la deducibilità in cinque anni per svalutazioni e perdite sui crediti verso la clientela, questi enti potranno usufruire di un vantaggio non da poco, visto che a fronte di un credito non esigibile subiscono immediatamente la perdita in bilancio. In arrivo, per i risparmiatori, c’è anche la possibilità di trasferire ad un nuovo conto corrente presso un’altra banca i servizi di pagamento di cui già usufruiscono con il conto originario. Il tutto senza costi aggiuntivi.

[custom_frame_left shadow=”on”] Social-card
[/custom_frame_left]

Pensioni e social card

L’indicizzazione piena, secondo quanto conferma il maxi emendamento, sarà garantita solo fino a tre volte l’importo minimo (ovvero 1.443 euro lordi al mese), mentre sarà limitata al 90% per gli assegni di importo superiore a tre ma inferiore o pari a quattro volte l’assegno Inps. L’adeguamento al costo della vita sarà poi limitato al 75% per gli importi superiori a quattro ma inferiori o pari a cinque volte il minimo, mentre le pensioni superiori a 2.405 euro subiranno una rivalutazione dimezzata (50%). Permane, per il 2014, l’abolizione del beneficio per gli importi superiori a sei volte il trattamento minimo (oggi pari a 2.886 euro), così come confermata nel 2014 è l’aliquota contributiva obbligatoria per le partite Iva, che resterà al 27% invece di salire al 28% come era previsto dall’ultima riforma.
Nuove disposizioni, nel triennio, riguarderanno invece le pensioni d’oro. Subiranno infatti un prelievo del 6% gli assegni pensionistici che superano quattordici volte il minimo (circa 90mila euro lordi l’anno). Il contributo salirà al 12% per importi fino a venti volte il minimo (128mila euro), e arriverà al 18% per i pensionati oltre trenta volte il minimo (190mila euro annui). Tale manovra, oltre a finanziare alcune prestazioni in deroga, permetterà di incrementare di 40 milioni l’anno, per il prossimo triennio, il programma di sperimentazione della nuova social card nazionale, in modo da estenderlo anche al centro nord. Le risorse complessive saliranno così a 290 milioni, da aggiungere ai 168 milioni per la sperimentazione nel mezzogiorno e ai 50 milioni già stanziati per la sperimentazione nelle dodici città più grandi.  La manovra permetterebbe anche di incrementare il programma di sostegno per l’inclusione attiva (Sia), portandoci più vicini ad altri paesi europei in materia di contrasto alla povertà. Il Sia non solo avrebbe a disposizione fino a 400 euro mensili da dare alle famiglie in difficoltà (con prova dei mezzi Isee), ma rafforzerebbe le prese in carico, il patto con la famiglia povera, e l’avvio di programmi di attivazione sociale rivolti anche ai minori.

Cassa integrazione in deroga e pubblico impiego

Sul versante Cig, sono stati confermati i 600 milioni per il 2014, che si vanno ad aggiungere al miliardo già previsto dalla versione originaria del decreto. A restringersi saranno i limiti massimi di durata, dal 2014 pari a dodici mesi in un biennio mobile (cioè non solare). Di fatto, nel 2014 il limite sarà  di otto mesi, mentre per il 2015 ed il 2016 di sei.
In merito al pubblico impiego, il blocco della contrattazione nel 2014 è cosa certa, con estensione della misura alle amministrazioni dell’elenco Istat, quindi anche a diverse società in house ed enti. L’indennità di vacanza contrattuale, inoltre, andrà perduta per il biennio 2013-2014, mentre è prorogato fino al 2018, ma con un margine più ampio, lo stop al turn over. Per il 2015 si prevedono assunzioni al 40% dei ritiri, che diventano al 60% per il 2016, e all’80% per il 2017. Vincolato al solo personale presente in amministrazione il pagamento degli straordinari, per tutte le amministrazioni verrà applicato da gennaio 2014 il tetto massimo dei trattamenti economici parametrato a quello del primo presidente della cassazione. Il tetto vale anche per le società controllate e i membri dei consigli di amministrazione.

[custom_frame_left shadow=”on”] Fondo-di-garanzia[/custom_frame_left]

Fondo di garanzia

Con la sua approvazione, il maxi emendamento fa nascere il sistema nazionale di garanzia, che accomuna tre fondi garantiti dallo stato: quello già esistente per le piccole e medie imprese, uno dedicato ai grandi progetti di ricerca e innovazione, e un altro per la prima casa – inclusi interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica. La garanzia dello stato è prevista anche sull’acquisto da parte della cassa depositi e prestiti di pacchetti di crediti delle pmi. L’emendamento prevede il sostegno al sistema per 1.2 miliardi del fondo sviluppo e coesione, dei quali 600 milioni saranno utilizzati esclusivamente per le piccole e medie imprese del sud. Nasce anche un fondo per patrimonializzare i confidi, con dote di 100 milioni per il 2014, 150 milioni per il 2015 e 200 milioni per il 2016.

Leasing

Imprese, professionisti e lavoratori autonomi potranno anticipare i tempi di ammortamento fiscale degli investimenti finanziati attraverso la formula del leasing. Per i nuovi contratti stipulati dal 1 gennaio 2014 la durata fiscale del leasing sarà fissata in dodici anni per gli immobili e pari alla metà di un normale ammortamento per i beni strumentali (incluso il targato). Sempre da inizio 2014, sarà poi eliminata l’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) sul riscatto dei veicoli in leasing, che verrà ‘coperta’ dall’imposta di registro in misura proporzionale sulle cessioni da parte degli utilizzatori di contratti di locazione finanziaria di immobili strumentali. Il registro verrà introdotto in misura fissa al 4% sugli atti di riscatto dei contratti di leasing, sempre di immobili strumentali. Confermati, senza modifiche, l’incremento dell’aiuto alla crescita economica (Ace) e la nuova rivalutazione dei beni d’impresa.

Imposta di bollo

Dal 2014 passerà dall’1.5 al 2 per mille l’imposta di bollo su comunicazioni alla clientela relative ai prodotti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito (compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati). Lo stesso aumento è poi previsto per l’Ivafe (imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero), che incide sui contribuenti italiani con depositi finanziari detenuti oltre confine.

Infrastrutture

Le modifiche al decreto originario sulla legge di stabilità prevedono ulteriori 150 milioni per gli investimenti Anas (relativi sia a manutenzione che a realizzazione di opere mirate), 600 milioni al fondo di garanzia per la prima casa, 130 milioni per la terza corsia della Venezia-Trieste, 49 milioni sottratti dallo stanziamento 2014 per procrastinarli al 2017 per il Mose. Rinviata la realizzazione degli stadi, resta la norma originaria di rifinanziamento di 45 milioni in tre anni del fondo per gli impianti sportivi. Il ministro Lupi ha poi voluto costituire un fondo unico per finanziare le opere del cosiddetto tavolo Lombardia. Lo scopo è quello di non disperdere risorse e reimpiegarle in tempi rapidi.

Election day

Confermato il voto in un giorno solo (di domenica) e per un’ora in più (fino alle 23), con un risparmio di 100 milioni per le casse pubbliche, ulteriori tagli di spesa arriveranno dal ridimensionamento delle schede elettorali – che diventeranno più piccole e con una collocazione più razionale dei simboli delle liste ammesse –, dallo sfoltimento di alcuni adempimenti burocratici per il procedimento elettorale, e dalla riduzione degli spazi gratuiti messi a disposizione dai comuni ai partiti per i manifesti elettorali (per la metà nei comuni tra i 10mila e i 500mila abitanti, di un terzo in quelli con più di 500mila abitanti).

[custom_frame_left shadow=”on”] Alluvione-Sardegna[/custom_frame_left]

Calamità naturali

L’emendamento approvato al senato dice di sì anche al ricavo di 68 milioni – tramite i tagli al finanziamento pubblico ai partiti – per ricostruire e mettere in sicurezza almeno in parte le regioni che hanno subito calamità naturali (Abruzzo, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Molise, Calabria e Basilicata dal terremoto; Marche, Liguria e Toscana dall’alluvione). Il sostegno sarà suddiviso tra i 26.5 milioni messi a disposizione per il 2014 e l’allentamento del patto di stabilità.
La Sardegna riceverà uno stanziamento mirato, pari ad ulteriori 103 milioni. Altri 8 milioni vengono invece stornati sul fondo per gli interventi strutturali di politica economica. Per le regioni autonome e le province di Trento e Bolzano è prevista una loro partecipazione ai risparmi di spesa. L’esecutivo, in cambio, trasferirà loro alcune funzioni proprie, come l’organizzazione degli uffici giudiziari.

Simona Di Michele

Fonti Il Sole 24 Ore