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Matrimonio, i documenti e le procedure necessarie per sposarsi
ottobre 30
15:47 2013

In Italia è possibile contrarre matrimonio con rito civile, celebrato in comune da un ufficiale di stato civile, o religioso, celebrato in chiesa davanti ad un ministro di culto cattolico. Per entrambi l’iter burocratico richiesto prevede la presentazione di documenti specifici, il giuramento e le pubblicazioni di matrimonio. Dal 2000, con la cosiddetta legge Bassanini in materia di autocertificazione, la burocrazia necessaria si è alleggerita di molto. Mentre prima tutti i certificati dovevano essere reperiti dai futuri sposi, con la nuova normativa subentra direttamente il comune.

Che documenti servono per il matrimonio civile e per quello religioso?

Per la prima tipologia di rito sono necessari i seguenti documenti, che hanno validità 6 mesi dalla data di rilascio:

 

Il matrimonio religioso, oltre ai documenti civili, richiede ulteriori quattro certificati suppletivi, anch’essi a scadenza semestrale dal rilascio:

  • Certificato di battesimo (rilasciato nella chiesa dove si è stati battezzati)
  • Certificato di cresima
  • Attestato di partecipazione al corso prematrimoniale
  • Certificato di stato libero ecclesiastico, ovvero una dichiarazione davanti a due testimoni nella parrocchia di residenza che viene vidimata dalla curia. Deve presentarlo solo chi ha vissuto fuori dalla diocesi in cui avviene il matrimonio per almeno un anno dalla data di compimento dei sedici anni

Qual è la procedura da seguire per sposarsi

Primo passo è recarsi all’ufficio preposto alla registrazione dei matrimoni presso il proprio comune di residenza, muniti di un documento di identità valido. Sarà lo stesso ufficiale comunale ad indicare i documenti necessari. In seconda battuta si fissa l’appuntamento per il consenso, la procedura ufficiale tramite la quale il comune registra la reciproca volontà di sposarsi. Per tale operazione non è necessaria la presenza di testimoni ed è anche possibile che si presenti uno solo dei futuri coniugi, purché in possesso di delega firmata, copia della carta d’identità e del codice fiscale dell’altro, e richiesta di pubblicazione rilasciata dal parroco. A questo punto il comune espone le pubblicazioni finché, dopo circa un paio di settimane, viene rilasciato il certificato di avvenute pubblicazioni, da consegnare al parroco che provvederà ad esporre le pubblicazioni religiose in parrocchia.
Per il rito religioso, occorre fissare un appuntamento con il parroco della chiesa prescelta e farsi spiegare da lui tutto ciò che occorre per la preparazione e la celebrazione del matrimonio. Se la cerimonia dovesse avvenire in una chiesa diversa dalla propria parrocchia, il celebrante dovrà avere dai fidanzati lo stato dei documenti, fornito dai sacerdoti delle parrocchie di appartenenza.

Documenti e procedura per cittadini stranieri

I cittadini stranieri liberi dal matrimonio, privi di altri impedimenti (ad esempio l’interdizione), con documenti d’identità validi e che vogliano procedere con il rito civile possono recarsi al proprio comune e richiedere l’appuntamento per il giuramento. Per questa procedura, oltre ad un passaporto valido, al certificato di stato libero e, per chi è residente in Italia,  al certificato di residenza, va consegnato il nulla osta rilasciato dal consolato o dall’ambasciata del proprio paese d’origine. Questo documento deve portare la firma dell’ambasciatore o del console, autenticata dalla prefettura qualora si tratti di un paese non appartenente alla comunità europea.
Per chi voglia contrarre il matrimonio in chiesa, in aggiunta al documento di nascita, al certificato di residenza, allo stato di famiglia, al certificato di cittadinanza e alla fotocopia autenticata del permesso di soggiorno, va consegnato un modulo rilasciato dal parroco e, al momento del giuramento, è necessaria la presenza di due testimoni maggiorenni con documenti validi. Se i futuri sposi devono legittimare figli nati dalla loro unione la circostanza va segnalata al momento della richiesta del giuramento. E’ anche possibile, per un cittadino straniero residente in Italia, chiedere la cittadinanza italiana a seguito del matrimonio presentando la domanda dopo 6 mesi di residenza. Se invece lo sposo/a straniero/a risiede all’estero, devono essere trascorsi almeno 3 anni dalle nozze.

Casi particolari

Vedovi

In questa occasione bisogna presentare l’atto integrale di morte del coniuge, con fotocopia, rilasciato dal comune previa autorizzazione della procura della Repubblica.


Figli

Se i futuri sposi hanno già figli, è necessario che il padre li riconosca, e può farlo richiedendo al parroco un modulo apposito.


Nullità del tribunale ecclesiastico

In questo caso è necessario presentare l’atto civile del precedente matrimonio, rilasciato dal comune previa autorizzazione della procura della Repubblica, dove è annotata l’efficacia in Italia della sentenza, più una fotocopia.


Divorzio da matrimonio civile

Anche in questa situazione bisogna presentare l’atto civile del precedente matrimonio, rilasciato dal comune sotto autorizzazione della procura della Repubblica, dove è annotato lo scioglimento del vincolo matrimoniale, più una fotocopia.

About Author

Simona Di Michele

Simona Di Michele

Articolista esperta di web marketing, Simona ha collaborato per anni per testate cartacee e riviste online, ricoprendo anche ruoli di ufficio stampa per politici, artisti, associazioni culturali. La sua mission: continuare a scrivere per fare informazione sul web.

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