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Pagamenti elettronici verso le PA, cosa cambia per il cittadino
maggio 09
11:05 2014

Pagare le pubbliche amministrazioni tramite mezzi elettronici. Ecco ciò che renderà i versamenti alle pa un’operazione più flessibile e meno faticosa.

Pagamento elettronico obbligatorio

Si chiama Nodo dei pagamenti-Spc, ed è l’infrastruttura tecnologica messa a disposizione dall’agenzia per l’Italia digitale che le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di adottare per ricevere i pagamenti dai contribuenti. Un obbligo che, oltre a garantire uniformità e semplificazione delle operazioni di versamento, consentirà all’utente stesso di essere autonomo sia nella scelta dello strumento (bonifico, carta di credito, carta di debito, contante) che del canale (internet, sportello delle filiali, esercizi commerciali) con cui saldare il dovuto. Senza dimenticare quanto una simile architettura sarà in grado di agevolare la concorrenza tra i diversi prestatori di servizi di pagamento a cui i contribuenti potranno decidere di rivolgersi.

La normativa Sepa

Il piano di rinnovamento entro cui si inseriscono i pagamenti elettronici obbligatori per le pa rientra nella più ampia normativa Sepa che, allo scopo di armonizzare i versamenti in euro, è la stessa che ha promosso l’entrata in vigore, dall’1 febbraio 2014, del conto bancario uniformato ad un unico modello europeo, incentivato l’uso della moneta elettronica (a cui si collega l’obbligo per le imprese dell’attivazione del pos dal 30 giugno prossimo), e limitato l’utilizzo dei soldi liquidi alla soglia dei 1.000 euro.


I vantaggi dei pagamenti elettronici

Digitalizzare i versamenti tramite l’uso di strumenti di pagamento elettronici è un’operazione che avvantaggia non solo il cittadino ma anche la pubblica amministrazione. Oltre al non trascurabile effetto positivo che avrà sullo snellimento dell’erogazione dei servizi pubblici, il versamento elettronico, essendo tracciabile, favorirà anche il monitoraggio della spesa pubblica, diventando inoltre un ottimo metodo di contrasto all’evasione fiscale.
Dalla parte del cittadino, ma anche delle imprese e dei professionisti (per i quali dal 30 giugno 2014 scatterà l’obbligo di attivare il pos per permettere agli utenti di usare carte di pagamento per acquisti di prodotti e servizi di importo superiore a 30 euro), i vantaggi si concretizzeranno nella più facile congiunzione tra pagamenti, fatturazione e monitoraggio fiscale.

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Sì al bollo auto in formato elettronico

Il nuovo sistema di pagamento elettronico può essere usato per versare ogni somma spettante ad una pubblica amministrazione o ad un gestore di pubblico servizio. Sarà dunque particolarmente utile per quei servizi, come il pagamento del bollo auto, che richiedono velocità e uniformità di gestione. In riferimento al bollo, tra l’altro, Italia digitale insieme ad agenzia delle entrate ed una serie di altre amministrazioni sta avviando un progetto pilota che si propone di uniformare il pagamento sull’intero territorio nazionale.

Il processo civile si fa telematico

In cantiere c’è anche la possibilità di rendere il processo civile digitalizzato. Il progetto, avviato dal ministero della giustizia, dovrebbe far sì che ogni attività inerente ad una causa civile possa essere gestita attraverso strumenti elettronici, ovvero tramite l’infrastruttura tecnica pubblica del Nodo dei pagamenti-Spc. Attualmente, gli avvocati italiani possono già pagare per via elettronica l’iscrizione a ruolo della causa e le copie dei documenti processuali, ovvero il contributo unificato e le marche da bollo che altrimenti  avrebbero dovuto continuare a pagare recandosi di persona presso gli esercizi abilitati alla vendita dei valori bollati.

Il codice Iuv

Una delle novità più importanti del processo di conversione tecnologica dei pagamenti è data dall’introduzione obbligatoria del codice Iuv. Il codice identificativo univoco del versamento, diversamente dal codice Iban che identifica soltanto il beneficiario del pagamento, permette di conoscere tutto ciò che è utile a contestualizzare il pagamento, incluso lo stesso codice Iban della pubblica amministrazione che si deve pagare.
In pratica, tramite l’identificazione univoca di ogni pa con un codice Iuv (che va fornito anche al cittadino per consentirgli il pagamento), il Nodo dei pagamenti-Spc può verificare la spettanza e la consistenza di quanto dovuto dal cittadino alla pa, garantendo l’effettiva riconducibilità dell’Iban all’amministrazione beneficiaria e riducendo al minimo la possibilità che la pa richieda indebitamente il pagamento di quanto già versato dal cittadino, o di un saldo o conguaglio non dovuto. Di contro, il contribuente può capire se quel pagamento è già stato effettuato in precedenza e, se dovuto, gli permette di aggiornare in tempo reale l’importo, calcolando gli interessi e le eventuali sanzioni per ritardato pagamento. Al termine della verifica e del pagamento, il cittadino può ottenere la ricevuta liberatoria  relativa sia al pagamento effettuato che alla situazione del debito.

Simona Di Michele

Fonti Il Sole 24 Ore

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Simona Di Michele

Simona Di Michele

Articolista esperta di web marketing, Simona ha collaborato per anni per testate cartacee e riviste online, ricoprendo anche ruoli di ufficio stampa per politici, artisti, associazioni culturali. La sua mission: continuare a scrivere per fare informazione sul web.

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