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Tasi, ecco perché è più cara dell’Imu
settembre 26
10:48 2014

Tasi più salata della vecchia imposta sulla casa. E ancora scadenze, aliquote, esempi di F24 e tutte le informazioni necessarie per conoscere il nuovo tributo.

Cos’è la Tasi

La nuova imposta sui servizi indivisibili, ovvero la Tasi, è il tributo che insieme alla Tari per i rifiuti forma la Iuc (imposta unica comunale). La Tasi va pagata per finanziare la pulizia e l’illuminazione delle strade, i servizi anagrafici e tutti quelli forniti dall’ente locale in cui si risiede.

Tasi, chi deve pagare

Il tributo va versato da tutti coloro che possiedono fabbricati (compresa la prima casa) con relative pertinenze, nonché aree scoperte ed edificabili. Sono esenti dalla Tasi solo i terreni agricoli. E rientrano nel pagamento anche gli utilizzatori dell’immobile.

Tasi, pagano sia i proprietari che gli inquilini

Infatti, a differenza dell’Imu che gravava solo sui proprietari di un immobile, il versamento della Tasi coinvolge anche coloro che lo ‘utilizzano’. Rientrano nella casistica gli inquilini, ai quali spetta un pagamento tra il 10% ed il 30% del tributo, a discrezione della decisione dei sindaci. Oltre a chi è in affitto, paga la Tasi anche chi possiede l’immobile ma non ne è proprietario, come ad esempio i concessionari demaniali.

Scadenze Tasi

Per l’acconto Tasi 2014, vista la difficoltà riscontrata dai comuni nel deliberare entro le scadenze prefissate per legge, la situazione che si è creata è a macchia di leopardo.

Tasi, chi ha pagato l’acconto a giugno

La prima deadline per la pubblicazione da parte dei sindaci delle aliquote e delle delibere comunali sul sito delle finanze era stata fissata al 23 maggio scorso. I 2.200 enti locali che hanno rispettato tale data hanno permesso ai loro residenti di pagare l’acconto entro giugno.

Acconto Tasi ed unica soluzione per i ritardatari

[block]Scadenze Tasi[/block][block]I comuni ‘ritardatari’ hanno potuto usufruire di una proroga al 10 settembre per rendere nota la disciplina Tasi locale. Nei circa 5.300 comuni che hanno pubblicato le aliquote entro questa seconda data si pagherà l’acconto entro il 16 ottobre. I rimanenti comuni che hanno saltato anche il secondo appuntamento per comunicare i dati (circa 300 in tutta Italia) costringeranno i cittadini a versare tutto l’importo della Tasi in unica soluzione a dicembre.[/block]

Quando va saldato il conto Tasi 2014

Per il saldo Tasi, la data definitiva è fissata al 16 dicembre. Tutti saranno chiamati a rispettarla, sia coloro che hanno già versato l’acconto (a giugno o ad ottobre), sia chi è chiamato alla cassa in unica soluzione perché il proprio comune non ha deliberato entro settembre. Per capire in quale caso rientra il comune dove si risiede, è consigliabile consultare il portale del ministero delle finanze.

Quali sono le aliquote Tasi 2014

L’aliquota Tasi 2014 va da un minimo dell’1 per mille ad un massimo del 2.5 per mille (per l’Imu, invece, il range andava dal 4 al 6 per mille). Ogni comune può autonomamente decidere se aumentare o diminuire tali valori, purché la somma delle aliquote di Imu e Tasi insieme non superi il 10.6 per mille.

Detrazioni, la differenza tra Tasi ed Imu

I sindaci hanno inoltre la possibilità di aggiungere all’aliquota massima della Tasi un ulteriore 0.8 per mille. Il maggior gettito così ottenuto dovrà finanziare gli sconti sulla prima casa. Questi ultimi, infatti, a differenza dell’Imu che li aveva obbligatori e fissi a 200 euro per tutti, più 50 euro per ogni figlio al di sotto dei 26 anni, con la Tasi diventano opzionali e più bassi. Laddove i sindaci hanno deciso di introdurle, le agevolazioni Tasi sono state calcolate sulle rendite catastali, sul reddito Irpef, o sull’Isee.

Come si calcola la Tasi

L’aliquota della Tasi si calcola sulla rendita catastale degli immobili rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente relativo all’immobile interessato. Si tratta di 160 per case e pertinenze, 140 per fabbricati di categoria catastale B, C3, C4 e C5, 80 per quelli di categoria catastale D5 e A10, 65 per i fabbricati di categoria catastale D (tranne D5), e 55 per gli immobili accatastati in C1.

Esempio per il calcolo della Tasi

Rendita Catastale Rendita Catastale Rivalutate Base Imponibile Calcolo Tasi
1.000 (1.000×5/100)+1.000=1.050 1.050×160=168.000 (per un immobile abitativo)

Aliquota: 2,5% 168.000×0,025 = € 300,00

La rendita è riportata sulla visura catastale Rivalutazione del 5% 160 è il moltiplicatore per gli immobili abitativi (vedi sopra). Aliquote comunali

Fabbricati delle imprese

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Fabbricati delle imprese Tasi[/block][block]Per i fabbricati di categoria catastale D posseduti dalle imprese, l’aliquota base dell’Imu è pari al 7.6 per mille. Gli incrementi possibili a discrezione dei sindaci non potranno superare il 10.6 per mille, così come i ribassi non potranno andare al di sotto del 4.6 per mille. Fa eccezione il caso in cui i comuni stabiliscano delle agevolazioni per l’aliquota Imu, che potrà essere ridotta per i fabbricati delle imprese fino al 4 per mille. Per quanto riguarda la Tasi, l’aliquota base e quella massima rimangono all’1 ed al 2.5 per mille, ma i comuni possono modificare le aliquote in base alla categoria catastale degli immobili. Per l’Imu, le aliquote definitive sono quelle che verranno pubblicate dai comuni entro il 28 ottobre sul sito delle finanze. Superata tale data senza delibera, il contribuente dovrà saldare il conto usando le aliquote in vigore nel 2013.[/block]

Tasi, modalità di pagamento

Per versare il nuovo tributo sul mattone si può ricorrere al modello F24 o al bollettino postale. Il pagamento può avvenire presso gli uffici postali, tramite internet e, dal primo ottobre, con il cartaceo, anche in banca o ad uno sportello Equitalia. In questi ultimi due casi però il contribuente deve essere una persona fisica non titolare di partita iva, non deve richiedere la compensazione dell’importo Tasi con eventuali altri crediti maturati, e deve saldare un importo pari o inferiore ai mille euro. Per pagamenti che superano tale cifra si deve utilizzare l’F24 telematico (l’unico con cui si può richiedere anche la compensazione) tramite i servizi delle entrate come l’F24 web, l’F24 on line e l’F24 cumulativo, e quelli delle banche o delle poste.

Tasi più alta dell’Imu per 7 famiglie su 10

Nelle maggiori città italiane che hanno già deliberato le aliquote (tra cui Bologna, Firenze, Torino e Napoli), la Tasi è al 3.3 per mille, perché si è optato per l’aliquota massima del 2.5 per mille e si è aggiunto lo 0.8 per mille in più per finanziare gli sconti sulla prima casa. Anche in altre città importanti, come Roma e Milano, la Tasi è schizzata ai massimi livelli possibili, assestandosi a quota 2.5 per mille. Il tutto per compensare il gettito che l’Imu già assicurava grazie alle aliquote dal 4 per mille in su. Lo stesso gettito, però, si raggiunge a discapito dei contribuenti. La Tasi sta infatti gravando di più su immobili con rendite medio basse, famiglie con figli, e città che avevano un’Imu bassa.

Chi pagherà più Tasi che Imu

[block]Chi pagherà più Tasi che Imu[/block][block]Secondo la simulazione della Uil servizio politiche territoriali, avere una casa economica di categoria A3 di rendita pari a 450 euro, un figlio, un Isee di 10mila euro ed un reddito Irpef di 20 mila penalizza il 71% delle famiglie, ovvero 7 su 10. Tra gli extra da pagare, in base alle stime Uil, vanno dai 52 euro di Bologna ai 32 di Firenze, e dai 30 di Milano ai 27 di Venezia.[/block]

La distinzione tra comuni

Se alcuni comuni possono permettersi di azzerare o abbassare la Tasi perché in precedenza avevano un’Imu prima casa tra il 5 ed il 6 per mille (è successo ad esempio a Genova, Caserta, Napoli, dove le aliquote fissate attualmente per la Tasi sono inferiori di 2 o 3 punti), quelli più colpiti sono gli enti dove la vecchia imposta sul mattone era al minimo del 4 per mille. In questi casi, la Tasi è salita al 2.5 o al 3.3 per mille, aggravando più che far risparmiare anche a causa della mancanza o del ribasso delle detrazioni. Un esempio su tutti è quello di Mantova, dove il proprietario di una casa in A3 e con un figlio si troverà a pagare dai 124 ai 181 euro in più.

Esempi di F24

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f24 tasi per fabbricati rurali

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[/block][block] FABBRICATI RURALI (comune di Refrontolo, provincia di Treviso) – Una società semplice agricola possiede un fabbricato agricolo d’uso strumentale, con rendita catastale di 471 euro. L’aliquota, per questo tipo di immobili, è dell’1 per mille. L’acconto Tasi da pagare entro il 16 ottobre è pari a 32 euro, mentre permane l’esenzione dall’Imu. [/block]

 

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f24 tasi per la detrazione dei figli

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[/block][block]DETRAZIONI PER I FIGLI (comune di Quinto di Treviso, provincia di Treviso) – Un proprietario di prima casa con rendita catastale di 621.04 euro, e di relativa pertinenza con rendita pari a 61.36 euro, dimora e risiede in tale immobile con coniuge e due figli minorenni. L’aliquota Tasi è del 2 per mille, e vige la detrazione di 25 euro per ogni figlio d’età non superiore a 26 anni che dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’immobile interessato. L’acconto Tasi, qui, è di 90 euro, a cui vanno sottratti 50 euro di sconto per i figli. Nell’F24 la detrazione dei 25 euro è segnalata nell’apposita riga. [/block]

 

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f24 tasi immobili invenduti

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[/block][block] IMMOBILI INVENDUTI (comune di Martellago, provincia di Venezia) – Una società immobiliare è proprietaria di due beni merce con rendita catastale di 813.42 euro. Le relative pertinenze, invece, hanno rendita pari a 152.04 euro. I beni merce, pur se invenduti, con la Tasi rimangono soggetti alle regole comuni per i singoli tipi di fabbricati. In questo caso, l’aliquota Tasi è di 1.8 per mille, per un acconto pari a 146 euro. [/block]

 

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F24 tasi per inquilino

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[/block][block] F24 PER L’INQUILINO (comune di Piombino Dese, provincia di Padova) – Un proprietario di casa (rendita di 193.67 euro) e relativa pertinenza (rendita di 33.31 euro) dà in affitto entrambe. Poiché la Tasi va ripartita tra il possessore e l’inquilino, e in questo comune l’aliquota Tasi è di 2.2 per mille e chi è in affitto paga il 30%, il contribuente dovrà versare un acconto di 29 euro e l’occupante di 13 euro. Il modello F24 preso ad esempio riguarda il proprietario. L’inquilino dovrà presentare un modello F24 simile. [/block]

 

Fonti Il Sole 24 Ore, Repubblica.it

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Simona Di Michele

Simona Di Michele

Articolista esperta di web marketing, Simona ha collaborato per anni per testate cartacee e riviste online, ricoprendo anche ruoli di ufficio stampa per politici, artisti, associazioni culturali. La sua mission: continuare a scrivere per fare informazione sul web.

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