IMU, i possibili scenari futuri

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Anche oggi torniamo a parlare di IMU, non a caso è l’argomento del momento (e forse dell’anno!). Tante, troppe, sono ancora le domande che ci poniamo in merito in quanto non si ha alcuna certezza in termini di pagamenti o sospensioni del futuro prossimo.

I vari leader politici sembrano aver alzato bandiera bianca in quanto l’accordo in merito è molto lontano. Ora la palla è passata ai tecnici. Teoricamente dovremmo essere più fiduciosi ora poiché, in quanto tecnici, dovrebbero avere molte più conoscenze sull’argomento rispetto ai politici di turno. E speriamo sia così realmente.

Tante sono le proposte e i progetti per il nostro futuro prossimo, si va dalla cancellazione dell’acconto per la prima casa all’aumento delle detrazioni, passando per quella che viene definita la “service tax“, ovvero una tassa che possa unire le imposte sui servizi, l’imu e la tassa sui rifiuti.

Sono diversi, quindi, i progetti in cantiere, ma il Governo svelerà le sue carte in tavola non prima di Ferragosto e, anzi, molto probabilmente si arriverà al 31 agosto per capire come realmente andranno le cose. Certamente le possibili risposte più o meno veritiere verranno discusse a tavolino dal 18 in poi, quando i maggiori leader politici, insieme al premier Letta e al suo vice Alfano, si riuniranno per cercare di trovare un’intesa in merito.

Ma quali sono i possibili scenari futuri? Scopriamolo insieme.

Abolizione totale: è il Pdl che sta spingendo in merito. Infatti il partito di destra vorrebbe che la sospensione della prima rata di giugno per le prime abitazioni (non quelle di lusso), i terreni e gli immobili di coop edilizie, si tramuti in un’abolizione totale dell’imposta. Con un costo totale di 4,8 miliardi di euro.

Franchigia più alta: l’intenzione del Pd sarebbe quella di non far pagare l’IMU a chi versa fino a 600 euro. Ciò significherebbe che il costo dell’operazione si possa aggirare intorno ai 2 o 3 miliardi di euro.

Tetto ISEE: ciò vuol dire che potrebbe essere introdotta un’esenzione per tutte quelle famiglie che hanno un reddito annuo (ISEE) inferiore a 15.000 euro.

Service Tax: si tratterebbe di una tassa unica, che entrerà in vigore a partire dal 2014 con la quale si pagherebbe la Tares, i servizi e l’IMU. Il tutto gestito dal comune di appartenenza. Per un gettito della Tares di 1 miliardo di euro.

Abolizione acconto: ovvero la trasformazione della sospensione della prima rata in cancellazione della stessa in modo tale che in questo 2013 si paghi soltanto la seconda rata. Il costo della misura è di 2,4 miliardi di euro.

Deducibilità imprese: pare che il Governo voglia riconoscere alle imprese italiane la deducibilità dell’imposta sul reddito dell’IMU pagata su quei beni strumentali alla propria attività.

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