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Correzione dati catastali, cosa fare in caso di errori catastali

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Correzione dati catastali, cosa fare in caso di errori catastali
agosto 02
10:30 2018

Quali sono gli errori catastali che possono essere oggetto di correzione presso la banca dati del Catasto online (Agenzia delle Entrate)? La guida di TuttoVisure.it.

Errori catastali, come avviare la correzione al Catasto online

In caso di errori catastali riscontrati nei dati relativi ad una unità immobiliare, è possibile richiedere la correzione dei dati catastali presso la banca dati online del Catasto (Agenzia delle Entrate). Ma quali sono gli errori catastali più comuni che richiedono un allineamento catastale?
L’errore catastale più frequente può riguardare l’ortografia con cui è registrato presso il Catasto il nominativo dell’intestatario (nome e cognome, nel caso di persona fisica; ragione sociale, se si tratta di una società), così come eventuali trascrizioni errate presso l’Agenzia delle Entrate di ulteriori dati di riconoscimento del proprietario (codice fiscale, data e luogo di nascita, sede legale dell’azienda, e così via).
La correzione catastale può riguardare altresì i dati catastali dell’immobile, come ad esempio l’indirizzo ed il numero civico, il piano, l’interno, il numero di vani o i metri quadri.
Sia che l’errore catastale riguardi i dati dell’intestatario, sia che faccia riferimento a quelli dell’unità immobiliare, per avviare la procedura di correzione catastale ed agevolare il corretto allineamento presso il Catasto online è necessario avere a disposizione i dati catastali identificativi (foglio, particella, eventuale subalterno), e la copia di un documento ufficiale quale l’atto di compravendita, la dichiarazione di successione, la domanda di Voltura Catastale, o la denuncia al Catasto di nuova costruzione o variazione catastale.
Qualora l’errore di trascrizione dei dati catastali sia presente direttamente sull’atto notarile, non sarà possibile effettuare la correzione catastale al Catasto senza prima aver consultato il notaio e la Conservatoria.

Correzione Visura Catastale, come richiederla

Come è ovvio, gli errori catastali e la loro conseguente correzione riguardano quanto trascritto nella Visura Catastale. La pratica di correzione della Visura Catastale, quindi, garantisce l’aggiornamento catastale laddove gli errori presenti in visura siano dovuti ad una errata registrazione al Catasto dei dati suddetti, ossia quelli anagrafici dell’intestatario, o quelli catastali relativi all’ubicazione dell’unità immobiliare. Dichiarando foglio, particella, e subalterno, e presentando la copia di un atto che riporti i dati corretti (atto di acquisto, Voltura, ecc.), è possibile avviare direttamente online la pratica di correzione catastale.
La correzione di Visura Catastale, tuttavia, non va confusa con la pratica di Voltura Catastale. Quest’ultima è la sola pratica che consente di aggiornare l’intestazione dell’immobile a seguito di una compravendita, di una successione o di una donazione. In sostanza, mentre la correzione di Visura Catastale favorisce l’allineamento dei dati catastali in presenza di errori ortografici o trascrizioni errate di dati, la Voltura Catastale è una denuncia da presentare obbligatoriamente presso l’Agenzia delle Entrate per scopi fiscali, quando un immobile è oggetto di trasferimento da un soggetto ad un altro e va dunque aggiornato il nominativo del proprietario dell’unità immobiliare.

Aggiornamento Planimetria Catastale, quando e come richiedere l’allineamento catastale

Un altro servizio utile da richiedere per favorire l’allineamento catastale è quello relativo alla correzione della Planimetria. Richiedibile online, tale procedura consente l’aggiornamento della Planimetria Catastale di una specifica unità immobiliare, depositata presso l’Agenzia delle Entrate (Catasto), per denunciare la conformità catastale della Planimetria allo stato di fatto dell’immobile.
Un aggiornamento catastale di questo tipo, pur se non annoverabile tra quelli dovuti per errori di trascrizioni catastali, è altrettanto fondamentale in quanto da luglio 2010 è diventato obbligatorio per il venditore di un immobile dichiarare che la Planimetria depositata presso il Catasto risponde allo stato di fatto dell’immobile stesso. Se la Planimetria presente presso gli archivi del Catasto non è conforme allo stato di fatto dell’immobile, l’atto di compravendita si deve considerare nullo. Spetta al notaio l’onere di verificare se collimano gli intestatari attuali, la destinazione d’uso dichiarato e la categoria catastale dell’unità immobiliare.
La correzione (ed il conseguente aggiornamento) della Planimetria Catastale può essere effettuata presentando delega, carta d’identità e codice fiscale del proprietario dell’immobile, oltre alla copia della pratica di autorizzazione urbanistica completa presentata in Comune, che dovrà contenere ben visibili la data, il numero di protocollo, il timbro di presa visione da parte dell’ufficio tecnico del Comune, e la Planimetria corrispondente allo stato di fatto dell’immobile. Questa documentazione consentirà al tecnico incaricato di compilare il cosiddetto Docfa, ossia il programma ministeriale che agevola l’invio online al Catasto della Planimetria corretta e conforme.

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