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Governo Renzi, tagli all’Irpef e jobs act tra i provvedimenti varati

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Governo Renzi, tagli all’Irpef e jobs act tra i provvedimenti varati
marzo 14
11:38 2014

Sì del consiglio dei ministri ai provvedimenti governativi proposti da Renzi. Taglio del cuneo fiscale, piano casa e riforme sul lavoro i punti centrali.

 

Molti i provvedimenti che dovranno essere concretizzati nei prossimi mesi, secondo quanto è emerso dall’ultimo consiglio dei ministri in materia di legge delega, sotto l’egida del premier Renzi.
Entro luglio, intanto, saranno 68 i miliardi che consentiranno di saldare almeno in parte i debiti della pubblica amministrazione. Ma gli effetti di questa e delle altre manovre varate si potranno già intuire tra non più di quindici giorni, con la presentazione del documento di economia e finanza con cui si valuteranno gli impatti dei provvedimenti adottati.

Taglio al cuneo fiscale tra Irpef, Irap e fondo di garanzia per il credito

Si parte dalla riduzione del costo del lavoro. Da maggio saranno messi a disposizione 10 miliardi per 10 milioni di lavoratori dipendenti e assimilati, grazie agli aumenti previsti sulle detrazioni Irpef. In tal modo, chi percepisce un reddito lordo inferiore a 1.500 euro al mese otterrà circa mille euro annui in più.
A partire da maggio un altro taglio, questa volta relativo al mondo delle imprese, favorirà la riduzione del costo del lavoro. Si tratta del 10% in meno sull’Irap, per un totale di circa 2.4 miliardi. Le coperture necessarie per questa manovra saranno garantite dall’innalzamento al 26% dell’imposta sostitutiva sulle rendite finanziarie. Le piccole e medie imprese potranno inoltre godere, sempre da maggio, di una bolletta energetica alleggerita del 10%, a fronte dell’attuale costo complessivo pari a 14 miliardi.
Il fondo di garanzia per il credito, infine, verrà rifinanziato con 500 milioni aggiuntivi.

Piano casa

Per il settore immobiliare, il disegno di legge sblocca 1.6 miliardi di finanziamento. Le misure da intraprendere sono molte. Tra queste, le più importanti riguarderanno gli sgravi del 50% in 10 anni sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici, gli interventi per il social housing, ed il taglio del 10% della cedolare secca per chi affitta a canone concordato.

Riduzione della cedolare secca

Quest’ultima manovra, secondo il ministro Lupi, non solo comporterebbe una rivalutazione del contratto a canone concordato, ma agevolerebbe anche l’inquilino, per il quale è previsto un aumento della detrazione Irpef fino a 900 euro per le fasce di reddito più basse (fino a 15.493,71 euro). Tali sconti, in ogni caso, saranno definiti in ambito locale, caso per caso, con accordi fra centro e periferie.

Sgravi sui mobili

Il bonus sui mobili, garantito per proprietario e/o inquilino di un immobile soggetto a manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione, coprirà gli acquisti effettuati  entro la fine del 2014 per un tetto di spesa di mobili pari a 10mila euro.

L’housing sociale

Sul social housing, governo e regioni si stanno tuttora interrogando se sia più utile, per agevolare i costruttori che adottano tale formula, passare solo attraverso il recupero degli alloggi Iacp (per una spesa di 568 milioni, coperta dal ministero delle infrastrutture), o anche avviare la costruzione di nuovi alloggi.

Le altre disposizioni del decreto Lupi

Novità, in ambito immobiliare, anche per il rent to buy, che consente all’inquilino di far valere gli affitti pagati come anticipo da scalare dal prezzo di acquisto dell’immobile. Introdotta dal decreto è la possibilità di differire la decisione di riscattare la proprietà al settimo anno, lasciando che le imposte sull’immobile ricadano, nella prima fase, direttamente sul proprietario.
Anche l’edilizia scolastica subirà un rinnovamento, grazie ai 3.5 miliardi messi a disposizione per avviare azioni strategiche coordinate da un’unità di missione alla presidenza guidata da Graziano Delrio.

Jobs act, tra contratti e apprendistato

La legge delega firmata Renzi prevede, per quanto concerne il lavoro, una serie di cambiamenti importanti. Anzitutto, un decreto legge aumenterà la durata della causalità dei contratti a termine, facendola passare da 12 a 36 mesi. Questo significa che la possibilità per il datore di lavoro di non specificare i motivi tecnici, produttivi ed organizzativi che determinano la cessazione del rapporto di lavoro coinciderà con la durata massima del contratto, pari appunto a tre anni. Sempre in ambito contrattuale, il jobs act cancellerà i dieci giorni di intervallo tra un rinnovo e l’altro del contratto a termine, e limiterà l’uso di questa formula di contratto da parte del datore di lavoro a non oltre il 20% dell’organico complessivo.
Anche alcune disposizioni sull’apprendistato sono destinate alla modifica. Eliminato l’obbligo di assumere il 30% dei giovani in formazione a fine contratto, sull’apprendistato di primo livello si è stabilito che lo stipendio da apprendista, per la parte riferita alle ore di formazione, dovrà esser pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento. Il datore di lavoro, poi, non sarà più costretto ma potrà scegliere a sua discrezione se integrare l’apprendistato di secondo livello con l’offerta formativa pubblica.

Gli ammortizzatori sociali secondo Renzi

Spetterà a cinque deleghe contenute in un decreto legge relativo al lavoro varare la riforma degli ammortizzatori sociali e dei servizi per l’impiego.
In ballo c’è la possibile costituzione di un’agenzia nazionale per le politiche attive che, supervisionata da stato, regioni e province autonome, si occuperà di gestire l’Aspi e di coordinare i servizi per l’impiego. Si lavorerà inoltre alla semplificazione degli atti e delle procedure amministrative legate ai contratti di lavoro, alla scrittura entro 6 mesi di un codice unico del lavoro ed al rafforzamento delle tutele per maternità e delle politiche di conciliazione.
Tra gli annunci fatti, la costituzione di un fondo di 500 milioni da attivare a giugno per le imprese sociali, il raddoppio in tre anni del credito d’imposta per giovani ricercatori (oggi pari a 600 milioni), e l’estensione dell’Aspi anche ai collaboratori. Se si manterranno la cassa integrazione ordinaria e quella straordinaria, infine, a sparire sarà invece, entro il 31 dicembre 2016, la cassa integrazione in deroga.

Simona Di Michele

Fonti Il Sole 24 Ore, Ansa

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Simona Di Michele

Simona Di Michele

Articolista esperta di web marketing, Simona ha collaborato per anni per testate cartacee e riviste online, ricoprendo anche ruoli di ufficio stampa per politici, artisti, associazioni culturali. La sua mission: continuare a scrivere per fare informazione sul web.

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