Tari, l’acconto si può calcolare sulla Tares 2013

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Di fronte alla proroga al 31 luglio per la chiusura dei bilanci comunali, che ha messo a rischio la definizione di aliquote e scadenze della Iuc, il dipartimento finanze ha concesso una possibilità ai comuni per dipanare la matassa della Tari. Si tratta di una norma, utilizzata lo scorso anno per la Tares, con cui i sindaci possono chiedere le prime rate in base ai parametri del 2012 di Tarsu e Tia.

Cosa devono fare i comuni

Unico obbligo esplicito, per i sindaci, è quello di stabilire almeno due rate per Tari e Tasi, anche in date diverse, e che distino tra loro sei mesi. Per il resto, la richiesta di acconti fondati sui parametri 2013 non richiede una norma esplicita, e quello della Tari si può  calcolare in percentuale sul conto presentato ad ogni contribuente da Tares, Tarsu o Tia nel 2013. Così definite, le nuove tariffe determineranno poi il saldo di dicembre.

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Le caratteristiche della Tari

L’imposta sui rifiuti, che può essere pagata sia con l’F24 che con bollettino, Rid, Mav, prevede l’esenzione totale per i rifiuti speciali assimilati agli urbani e smaltiti autonomamente dai produttori. Una novità che coinvolge tanto le imprese quanto gli esercizi commerciali medio grandi. Con il sì agli acconti Tari sulla base del modello 2013, comuni ed aziende di igiene urbana potranno evitare il rischio liquidità vissuto lo scorso anno.

Simona Di Michele

Fonti Il Sole 24 Ore