
Canone Rai e ricezione del segnale
Il dubbio sul pagamento del canone Rai se il contribuente non riceve il segnale del servizio è nato al nord Italia, precisamente nel Friuli.
Un tributarista che da tempo non era raggiunto dal [textmarker color=”C24000″]segnale Rai[/textmarker] – e che, come numerosi cittadini della provincia di Pordenone ed Udine ha dovuto sostenere costi onerosi per gli interventi d’adeguamento al nuovo segnale – ha chiesto con un esposto al garante del contribuente se questa condizione obbligasse comunque al pagamento del canone.
Pagamento canone Rai, la risposta dell’agenzia delle entrate
Il [textmarker color=”C24000″]garante regionale[/textmarker], interrogata l’agenzia delle entrate di Torino, si è visto rispondere che “il canone lo deve pagare chiunque possieda un apparecchio atto alla ricezione”. Un parere che lo stesso garante non ha condiviso, in virtù della regola secondo cui una delle due parti di un contratto può ritenersi esente dall’obbligo se la controparte non tiene fede al suo.
Canone Rai, pagamento ‘immorale’ se non c’è segnale
Il garante, inoltre, interpellando la legge 212 del 2000 per la quale “i rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria” devono essere fondati sul “principio della collaborazione e della buona fede”, ha di fatto confermato che esigere il pagamento del canone Rai senza che si riceva il segnale significa per l’ente erogatore non tenere fede al proprio dovere morale di evitare ai cittadini di versare una tassa per un servizio non corrisposto.
Fonti Il Messaggero Veneto (edizione Pordenone)
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