Cedolare secca, cos’è e come si calcola

[custom_frame_center shadow=”on”]Cedolare secca 2014[/custom_frame_center]

Cos’è la cedolare secca 2014

Per cedolare secca si intende un’agevolazione legata alla tassazione del reddito percepito dall’affitto degli immobili per uso abitativo. Il proprietario che decide di usufruirne deve obbligatoriamente avvertire l’inquilino, a mezzo raccomandata, della sua scelta.

Con questo regime viene applicata un’aliquota fissa agevolata che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo. In tal modo il proprietario verrà tassato sul canone percepito e non sul reddito, e l’affittuario vedrà ridursi i costi del canone mensile da pagare.

Come si calcola la cedolare secca

[custom_frame_left shadow=”on”]Calcolo cedolare secca 2014[/custom_frame_left]

Il calcolo della cedolare secca 2014 sui contratti di locazione e affitto si fonda sul canone annuo di locazione ed affitto, su un’imposta fissa che sostituisce l’Irpef (e relative addizionali), sull’imposta di registro e sull’imposta di bollo dovute sul contratto.

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Contratti caso per caso

Se il contratto d’affitto non è ancora stato firmato, il proprietario e l’inquilino possono scegliere insieme quale formula adottare (canone libero o canone  concordato), e quale tassazione (ordinaria o cedolare secca).
Qualora si sia stipulato un contratto a canone libero, lo sconto fiscale previsto con l’utilizzo della cedolare secca può offrire l’occasione per venire incontro ad un inquilino in difficoltà senza rimetterci troppo: in questo caso, il contratto in corso va risolto, registrando la risoluzione all’agenzia delle entrate tramite pagamento di 67 euro, e bisogna stipularne uno nuovo a canone concordato, con durata tre anni più due. Il contratto così stipulato potrà nascere già con cedolare secca usando per la registrazione il modello Siria telematico o il modello 69 cartaceo o il nuovo Rli. Il primo metodo di registrazione è valido esclusivamente per i casi più semplici, ovvero quando, ad esempio, ci sono fino a tre proprietari e tutti scelgono il regime della cedolare. D’altra parte, se qualcuno volesse tornare sui suoi passi, si può sempre revocare la cedolare secca alla scadenza dell’annualità contrattuale, utilizzando il modello Rli.
Nel caso in cui si voglia fare un contratto convenzionato con cedolare secca, è necessario che l’immobile si trovi in un comune ad alta tensione abitativa (l’elenco di tali comuni è stato stilato dal Cipe), oppure che il proprietario stipuli con l’inquilino un contratto a canone concordato con durata standard di tre anni più due ed un canone mensile compreso nella gamma individuata dagli accordi territoriali tra le sigle della proprietà edilizia ed i sindacati degli inquilini.
Se, infine, il contratto a canone concordato è già in corso, il proprietario può optare per la cedolare secca entro il termine per il pagamento dell’imposta di registro annuale.

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Il provvedimento Renzi sulla cedolare secca

Con le ultime disposizioni del governo Renzi, la cedolare secca sugli affitti a canone concordato e per gli studenti universitari dovrebbe subire una riduzione fiscale dal 15 al 10%. Lo sconto scatterà in automatico per tutti i proprietari di casa che hanno già applicato la tassa (pari, attualmente, a poco più di 75mila contribuenti), ovvero su tutti i canoni percepiti dal 2014 al 2017.

Vantaggi della cedolare secca

[custom_frame_left shadow=”on”]Contratto affitto cedolare secca 2014[/custom_frame_left] Di fronte alla crisi, ed all’aumento di morosità ed affitti in nero, il rilancio del canone concordato è importante da una parte per abbassare i canoni di mercato, e dall’altra per indurre i proprietari ad accettare importi più bassi in cambio di una maggiore puntualità nei pagamenti. Sugli affitti in nero, si stima che con la cedolare secca si possa recuperare almeno il 5% della base imponibile.

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Il caso particolare: l’agenzia immobiliare

L’opzione della cedolare secca può essere scelta anche qualora un’agenzia immobiliare agisca a nome proprio e non in nome e per conto del cliente, per immobili locati ad esclusiva finalità abitativa a soggetti che non esercitino attività d’impresa o arti e professioni. In tal caso, l’imposta di registro e quella di bollo non possono essere assorbite dalla cedolare secca, visto che il proprietario dell’immobile non è parte contrattuale. Esclusa è anche la possibilità di usufruire della cedolare secca se il proprietario stipuli un contratto di affitto con un’agenzia che, a sua volta, subaffitti l’immobile al cliente finale. Visto che il locatario sarebbe un soggetto esercitante attività d’impresa, infatti, non potrà aderire al regime della tassazione previsto dalla cedolare.

Come si paga la cedolare secca

L’imposta della cedolare secca va versata entro lo stesso termine del versamento dell’Irpef. Si può effettuare attraverso il modello F24, e segnando i seguenti codici tributo:

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  • 1840 (per l’acconto prima rata),
  • 1841 (per l’acconto seconda rata o unica soluzione),
  • 1842 (per il saldo).

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Quando scade il pagamento della cedolare secca 2014

Il primo acconto 2014 dell’imposta sostitutiva cedolare secca affitti va versata entro il 30 novembre, se in unica soluzione e per importo inferiore a 257.52 euro; entro il 16 giugno (per quanto riguarda la prima rata d’acconto se si decide di dividere in due trance il versamento, e per importo superiore a 257.52 euro); entro il 30 novembre (per la seconda rata ed importo superiore a 257.52 euro).
Nel primo anno di utilizzo della cedolare secca, mancando la base imponibile, l’acconto non è dovuto e l’immobile rimane assoggettato all’Irpef. Non si deve pagare la prima rata nemmeno quando il primo anno di applicazione della cedolare secca coincide col primo anno di possesso dell’immobile.

Simona Di Michele

Fonti Il Sole 24 Ore, Repubblica.it, Guida Fisco.it, Forex Info.it