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Acconti Ires 3.4 miliardi da banche, assicurazioni, imprese
marzo 11
09:43 2014

Dote statale di 3.4 miliardi nel 2013, ma nel 2015-2016 si rischia la contrazione. Tutto grazie agli acconti Ires versati da banche, assicurazioni ed imprese.

L’erario, nel 2013, ha ottenuto 3.4 miliardi di vantaggi dall’acconto Ires versato da banche, imprese (per il 102.5%) ed assicurazioni (per il 130%). Guardando al biennio 2015-2016, però, c’è la possibilità di una contrazione dei prossimi versamenti che potrebbe determinare, per compensazione, un aumento delle accise.

Numeri in salita

La perdita dello scorso anno per l’erario è stata esigua. Si parla di poco più di 900 milioni di euro, ovvero lo 0.2% in meno rispetto al 2012, per una tenuta di 423.385 miliardi complessivi. A favorire questa situazione, oltre agli acconti Ires, hanno contribuito la patrimoniale sui depositi titoli (oltre 1.5 miliardi rispetto all’anno precedente), la lotta all’evasione fiscale (8.2 miliardi), e la cedolare sugli affitti (476 milioni, ovvero un +45.8%).
Le risorse da cui lo stato ha ottenuto entrate, comunque, non si fermano qui. Dalla tassazione sulla casa, l’erario ha infatti ottenuto nel 2013 una dote di 601 milioni, che a gennaio di quest’anno è aumentata di ulteriori 277 milioni. Dall’Imu sui capannoni a carico delle imprese, poi, sono arrivati altri 3.7 miliardi, mentre la mini Imu ha versato nelle casse dei comuni entrate pari a 529 milioni.
Ad alimentare la dote dello stato, infine, sono state anche le tasse sulle rendite finanziarie. Le ritenute sugli interessi e la sostitutiva delle imposte sui redditi hanno apportato un guadagno pari a 10.7 miliardi di euro, ovvero una maggiorazione del 16.5% rispetto al 2012.

Numeri in discesa

Ma nel corso del 2013, a farsi sentire, sono stati anche i sintomi della crisi.
Sono stati 10.8 i miliardi complessivi di minori entrate Irpef (7.7 miliardi) ed Iva (3.1). Quest’ultima, nonostante l’aumento di un punto percentuale (dal 21 al 22%) scattato ad ottobre, ha perso oltre 3 miliardi rispetto al 2012, attestandosi sui 112.1 miliardi.
Se poi l’acconto Irpef, maggiorato di un punto fino ad arrivare al 101%, ha impedito la contrazione dell’imposta pagata da lavoratori dipendenti ed autonomi, la tassa sul reddito delle persone fisiche ha anche perso l’1.1% (7.7 miliardi) a causa della variazione negativa delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore privato (-455 milioni di euro, -0.7%) e di quelle sui redditi degli autonomi (-686 milioni, -5.3%). Le uniche a rimanere stabili, con un +2.7% pari a 1.6 miliardi in più rispetto al 2012, sono state le ritenute dei dipendenti pubblici.

Simona Di Michele

Fonti Il Sole 24 Ore

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Simona Di Michele

Simona Di Michele

Articolista esperta di web marketing, Simona ha collaborato per anni per testate cartacee e riviste online, ricoprendo anche ruoli di ufficio stampa per politici, artisti, associazioni culturali. La sua mission: continuare a scrivere per fare informazione sul web.

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