Riccometro, arriva il nuovo Isee

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Aumenta del 10.4% l’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente che, unendo il reddito totale al 20% del patrimonio, consente di calcolare il grado di benessere di una famiglia e, di conseguenza, il suo accesso ai servizi di welfare nazionali – come l’assegno di maternità – e locali – come assistenza domiciliare, asili nido, mense, libri, trasporti scolastici – oltre a permettere di regolare i piani di rateazione con Equitalia e a determinare le tasse universitarie.
La riforma dell’Isee, scritta nel decreto salva Italia 2011 all’epoca del governo Monti, arriva con un anno di ritardo dopo un lungo confronto con le regioni. Le nuove regole, secondo l’esecutivo, entreranno in vigore dall’1 gennaio prossimo.

Le novità

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La riforma dell’Isee si propone sia di tutelare maggiormente le famiglie numerose e con componenti disabili attraverso franchigie più robuste, sia di evitare comportamenti fraudolenti o elusivi tramite un ampliamento dei controlli per mano di Inps e agenzia delle entrate. Da quest’ultimo punto di vista, dalla relazione tecnica del nuovo Isee è infatti emerso che l’80% dei nuclei familiari dichiara di non avere un conto corrente o un libretto di risparmio, mentre secondo Bankitalia la percentuale di famiglie in possesso di un deposito bancario o postale risulta pari al 91.5%.
Un passo significativo riguarda inoltre la decisione di includere nel paniere delle voci considerate anche i redditi tassati con imposte sostitutive (ad esempio il trattamento di fine rapporto) e quelli esenti, compresi (con una franchigia) gli assegni assistenziali al nucleo familiare, le pensioni di invalidità, le indennità di accompagnamento, ma anche le borse di studio dei giovani ricercatori o degli studenti che vanno all’estero con un programma internazionale, e quelle erogate agli orfani di vittime del terrorismo o della criminalità. Incluse saranno anche le pensioni agli invalidi di guerra o delle forze armate, gli assegni di accompagnamento e quelli di maternità, mentre resteranno fuori dal calcolo gli assegni di mantenimento al coniuge o ai figli in seguito a separazione o divorzio.
Nuove agevolazioni sono inoltre previste per i proprietari di casa e gli inquilini, che secondo la relazione tecnica del provvedimento sono rispettivamente pari al 49% ed al 19% di coloro che sfruttano l’indicatore Isee.

Isee e Casa

Il calcolo della casa di proprietà non verrà più effettuato secondo il valore fiscale ai fini Ici, bensì secondo quello ai fini Imu. Una manovra che dovrebbe abbatterne il valore di un terzo rispetto a quello con riferimento Ici. Nel concreto, un appartamento di 160mila euro ai fini Imu aumenta il valore Isee del 53.4%, mentre a 320mila euro l’aumento è del 21.9%, e a 800mila scende all’11.7%. Permane, sempre in ambito casa di proprietà, il meccanismo per cui si sottrae ai calcoli il debito residuo di chi ha sottoscritto un mutuo. Inoltre, se il valore della casa è inferiore ai 52.500 euro uscirà dai calcoli, e la soglia salirà di 2.500 euro per ogni figlio convivente: un meccanismo che potrebbe aiutare chi ha da poco acceso un mutuo.

I titolari di un contratto di affitto registrato si vedranno riconosciute ulteriori limature importanti nell’indicatore. Anzitutto, il patrimonio mobiliare peserà di più perché la vecchia franchigia da 15.494 euro sarà sostituita da una nuova soglia pari a 10mila euro, che sale di 1000 euro per ogni figlio dal terzo in poi. Le famiglie numerose che abitano in affitto potranno inoltre godere, accanto ad una detrazione da 7mila euro, di una aggiuntiva pari a 500 euro per ogni figlio convivente a partire dal terzo. Un aumento di 500 euro delle franchigie, infine, viene riconosciuto per le persone con disabilità, determinando una conseguente oscillazione dai 4mila euro per la disabilità media (5.500 euro se minorenni) ai 7mila per i non autosufficienti (9.500 euro per i minorenni).

Isee, lavoro e pensione

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Ulteriore novità sarà l’introduzione del cosiddetto Isee corrente, che consente, nei casi di risoluzione, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dei lavoratori a tempo indeterminato, mancato rinnovo di contratti a tempo determinato (o atipici), e cessazione di attività per i lavoratori autonomi, di aggiornare la dichiarazione in presenza di variazioni superiori al 25% dell’indicatore della situazione reddituale. I redditi da lavoro dipendente subiranno inoltre degli abbattimenti per il 20%, fino ad un massimo di 3mila euro. Anche la pensione e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari per le spese connesse alla vecchiaia usufruiranno di detrazioni non superiori ai mille euro.

Isee ed enti locali

Sia i comuni che le regioni avranno un peso determinante sul nuovo riccometro. Alla luce delle nuove regole, i primi potranno determinare le varie fasce di esenzione e le soglie di accesso, mentre per le seconde si apre l’occasione di introdurre ulteriori parametri di selezione da destinare a specifici richiedenti dei diversi servizi.

Simona Di Michele 

Fonti Il Sole 24 Ore, Il Mattino