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Iuc, a rischio gli acconti di giugno
marzo 25
10:00 2014

Con la proroga al 31 luglio della definizione di regole e aliquote Iuc, l’incasso degli acconti di giugno dell’imposta comunale è sempre più a rischio.

Acconto Imu e Tasi

Rinviare al 31 luglio il termine per la chiusura dei bilanci comunali, e dunque della definizione delle regole fiscali 2014, rende sempre più concreta la difficoltà di incassare l’acconto della Iuc entro giugno.
A salvarsi potrebbe essere solo l’Imu, che si può allineare per l’acconto di questa estate alle aliquote dell’anno scorso, rinviando al saldo di dicembre i conguagli con i parametri di quest’anno. Diverso il discorso per la Tasi, attiva dal 2014. Qui l’aliquota base è pari all’1 per mille, ma le regole in merito all’imposta sui servizi indivisibili non sono ancora ben chiare.

Il caso Tasi-Tari

L’imposta sui servizi esclude gli immobili diversi dalle prime case nei comuni che hanno già avvicinato l’Imu alla soglia massima. La somma di Imu e Tasi, inoltre, non può superare il 10.6 per mille. Il rischio, a tali condizioni, è che a venir tassati maggiormente saranno i proprietari di quei cinque milioni di case da sempre esenti da Ici e Imu perché di valore catastale basso. L’ultima versione del decreto salva Roma ha cercato di ovviare a questo problema introducendo l’aliquota aggiuntiva dello 0.8 per mille per finanziare le detrazioni sull’abitazione principale. Norma che, per questioni applicative, ha imposto l’inevitabile allungamento dei tempi per definire le regole fiscali del 2014. Ma a complicare il quadro della Tasi non è solo una mera questione applicativa. I sindaci che scelgono di introdurre l’0.8 per mille e le detrazioni devono infatti scontrarsi con un bivio poco chiaro a cui li sottopone la regola: produrre con le detrazioni un peso fiscale Tasi che sortisca “effetti equivalenti” a quelli determinati dall’Imu, e non escludere la possibilità di alzare le imposte sulle abitazioni. Come se non bastasse, l’acconto Tasi non è rinviabile a settembre, sia perché le due rate, per legge, devono essere distanziate da almeno sei mesi, sia perché i comuni non possono permettersi di perdere una fetta di liquidità così consistente.
In merito alla Tari, infine, la lacuna è di tipo normativo. Per evitare il rinvio, alcuni comuni chiedono di poter applicare per le prime rate i parametri 2013, come accaduto l’anno scorso con le rate Tares basate sulle tariffe Tarsu-Tia del 2012. Ma per fare questo, si dovrà attendere l’emanazione e l’approvazione di una disposizione di legge ad hoc.

Simona Di Michele

Fonti Il Sole 24 Ore

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Simona Di Michele

Simona Di Michele

Articolista esperta di web marketing, Simona ha collaborato per anni per testate cartacee e riviste online, ricoprendo anche ruoli di ufficio stampa per politici, artisti, associazioni culturali. La sua mission: continuare a scrivere per fare informazione sul web.

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